Santa Lucia!

Domani si festeggia Santa Lucia!

Santa Lucia da Siracusa (Siracusa, 283 – Siracusa, 13 dicembre 304) è stata una santa romana, venerata dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Morì martire durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa.

Secondo la passio la giovane apparteneva a una ricca famiglia siracusana, promessa sposa a un pagano. Per una malattia della madre compì un viaggio a Catania, per visitare il sepolcro di S. Agata, sul quale pronunciò il voto di conservare la verginità. Distribuì perciò i beni ai poveri e rinunciò al matrimonio. Arrestata su denuncia del fidanzato, fu sottoposta a diverse torture: condotta in un lupanare, trascinata da una coppia di buoi, cosparsa di pece bollente, posta sulla brace ardente. Per sfuggire al carnefice si strappo gli occhi. Solo dopo questi tremendi tormenti cadde sfinita e morì. Le sue ossa non si trovano a Siracusa in quanto, come pare, trafugate dai bizantini, Furono portate a Costantinopoli, da dove furono saccheggiate dai Veneziani.

Questa festa ha raggiunto nazioni e continenti lontani.

In Brasile  a Quiririm (SP-Brasile) la festa di Santa Lucia è una tradizione introdotta intorno al 1910 dagli immigranti italiani. Nel giorno 12 dicembre i bambini mettono del fieno in un piatto e nascondono il piatto sotto il letto. Nella mattina del giorno 13 dicembre una ragazza vestita in costume fa un giro per la città in carrozzella regalando dolci ai bambini.

Questa festa è molto sentita anche in Svezia  Esistono diverse versioni in merito a come questa tradizione sia arrivata sin li. Sappiamo che l’aristocrazia svedese settecentesca introdusse questa tradizione che prevedeva che la figlia maggiore vestisse i panni di Lucia e servisse la colazione a letto ai genitori la mattina del 13 dicembre. La tradizione come la conosciamo ora prende piede nel Novecento quando un quotidiano di Stoccolma nel 1927 lancia il primo concorso tra i lettori per votare la Lucia più bella.La festa di Santa Lucia è una tradizione introdotta intorno al 1920. 

Ogni anno viene incoronata una Lucia in ogni cittá. La Lucia, che viene scelta dal pubblico, e le altre candidate che diventano le sue damigelle, devono saper cantare per poter poi esibirsi nelle piazze della cittá, negli ospedali, nei centri per gli anziani, nei centri commerciali e nelle fabbriche.Le candidate sono giovani residenti e vengono pubblicizzate dai quotidiani e TV locali. Le processioni sono guidate da una bambina che impersona Lucia seguita da damigelle e paggetti che indossano vesti bianche e cappelli con stelle dorate. Il corteo è chiuso da bambini vestiti come folletti. È una scena adorabile, con i bambini che cantano canzoni tradizionali natalizie e illuminano l’oscurità con le loro candele. Lucia e le sue damigelle donano brioche allo zafferano e biscotti allo zenzero agli spettatori. Questa tradizione del Settecento si ripete in chiese, scuole, ospedali e luoghi di lavoro in tutto il Paese e non sarebbe Natale in Svezia senza Lucia, che segna il passaggio alle ultime due settimane di Avvento.

In alcune zone del Nord Italia i bambini scrivono letterine a Santa Lucia promettendo di essere buoni per tutto l’anno e chiedendo, in cambio, di trovare qualche giocattolo al loro risveglio, all’alba del 13 dicembre…

Le ricette per il giorno di Santa Lucia sono diverse

In Puglia si preparano “gli occhi di Santa Lucia” , altro non sono che dei piccoli taralli (di qui il nome) immersi in una glassa bianca.

Un altro dolce tradizionale di questo giorno è il Lussekatter, a base di zafferano e uvetta passa.

In Sicilia invece questo giorno si festeggia con la Cuccia

La leggenda vuole che i siracusani, nel corso di una tremenda carestia che li stava decimando, nel giorno di Santa Lucia, 13 dicembre di un lontano e non precisato anno, videro arrivare in porto un vascello pieno di grano, che fu immediatamente distribuito alla popolazione. Era tanta la fame che tormentava la città che il popolo non perdette tempo a macinare il grano per confezionare pane e pasta ma bolli il cereale e lo mangiò così come usciva dalla pentola.

 Negli anni successivi festeggiarono questo insperato salvataggio consumando il 13 dicembre un piatto di grano cotto. Ma poiché le passate urgenze non  pressavano più, addolcirono il piatto mescolando il grano cotto alla crema di ricotta, e chiamarono il tutto Cuccìa (forse il nome deriva da “si cuccìa” dal verbo “cucciari” derivato da “còcciu” cosa piccola, chicco). Questa tradizione resiste ancora fermamente.

La difficoltà di questa preparazione risiede tutta nel procedimento necessario per ottenere che ogni granello sia cotto perfettamente, si presenti morbido al dente ma compiutamente intero e compatto, in modo che sia agevole mescolarlo alla crema senza distruggerlo.

La nostra ricetta

Noi Cucchiarine vi proponiamo per questo giorno i Gewürzplätzchen!

Ingredienti

Per la preparazione di circa 35 biscotti sono necessari

  •  250 gr miele
  • 175 gr farina 00
  • 80 gr biscotti savoiardi sbriciolati
  • 80 gr mandorle sbriciolate
  • 50 gr di scorza d’arancia candita
  • 50 gr di scorza limone candita½ cucchiaino cannella
  • ½ cucchiaino polvere di anice stellato
  • 1 cucchiaino di bicarbonato

 per la farcitura

  • 70 gr di cioccolato fondente
  • Glassa

Preparazione

Mescolare in una terrina il miele con la farina, unire i savoiardi sbriciolati, le mandorle i canditi tagliati a dadini quanto più piccoli possibile, le spezie, il bicarbonato ed impastare bene.

Distribuire su un piano di lavoro l’impasto dello spessore di1 cmscarso

Tagliare con le formine desiderate ed infornare a forno preriscaldato a180°Cper 15-20 minuti circa.

Sfornare il dolce e farlo raffreddare.Una volta freddo, a bagnomaria sciogliere il cioccolato amaro e aggiungervi 2-3 cucchiai di latte.

Inzuppare la parte sotto dei biscotti e farli raffreddare

Preparare la glassa (io ho usato quella pronta e con una punta di colorante alimentare ho fatto il rosa) e ho spennellato con un pennello da cucina la parte sopra dei biscotti.

Aspettiamo di sapere le Vostre tradizioni!!!

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