Ravioli o Raviole?

Quando abbiamo deciso di buttarci nell’avventura di questo blog vi abbiamo scritto nella presentazione

“Un blog di ricette non perché abbiamo la presunzione di insegnare la cucina a chi ci leggerà (quanti siete???? Uno, cento miiiille???), ma per condividere le nostre ricette migliori, i nostri cavalli di battaglia, sperando di invogliarvi a condividere con noi le vostre ricette, inviandole al nostro indirizzo cucchiarando@gmail.com

Quindi da piemontesina DOCG avrei da farvi alcune precisazioni sulla ricetta che pubblicheremo domani: le raviole!

I ravioli sono una pasta quadrata ripiena. I ravioli piemontesi o agnolotti nascono come piatto povero, di riciclo all’interno della quale doveva esserci arrosto di vitello, coniglio arrosto, risotto, spinaci. Poteva inoltre esserci bollito, agnello… insomma tutto quello che era avanzato dai pasti precedenti.

Se presenterete la mia ricetta ad un piemontese di una certa età non sarà certo entusiasta sentendo che manca il coniglio, perchè “da al piatto un gusto particolare“, ma personalmente non ho mai avuto neanche metà di questi avanzi e ritenendo le raviole un piatto gustoso e sfizioso da mangiare alla domenica o quando ho ospiti e vivendo in una società in cui siamo sempre di corsa, invece di fare apposta per il ripieno i diversi arrosti e il risotto opto per una ricetta scorciatoia.

Questo è quello che mi sentivo in dovere di scrivere rispetto alle persone che si apprestano a fare questa ricetta.

Altre curiosità

Raviolo deriva dal verbo piemontese “raviolare”  che significa trito e ritrito, questo si riferisce alle carni avanzate che probabilmente venivano riproposte più volte sulle tavole e che alla fine per essere consumate venivano messi nel ripieno.

Il termine “raviole” che in italiano so non esistere, deriva dal fatto che in piemontese vengono chiamate al femminile, di conseguenza, sbagliando, penso che metà dei piemontesi le chiamino al femminile.

I ravioli al “plin” sono ravioli fatti a mano che per essere sigillati hanno bisogno di un gesto sulla pasta come un pizzicotto che appunto in piemontese si dice  “plin”.

Credo che valga la pena prendersi una serata a disposizione per preparare il ripieno e una mattina per preparare una lauta porzione di raviole per staccare la spina e gustare un piatto che anche se “facilitato” ha comunque un procedimento lungo.

Buon lavoro ma soprattutto buon appetito!!!

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