Il Nizza: tradizione, territorio e personalità

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Dopo essere stata alla presentazione del Giro del Nizza ho iniziato a pensare ad un piatto da preparare e al produttore con relativo vino da scegliere per interpretare i miei piatti.

Se penso al Nizza mi viene subito in mente lui (non me ne abbiate): Gianluca Morino, proprietario di Cascina Garitina di Castelboglione ( http://www.cascinagaritina.com/ facebook Azienda Agricola Cascina Garitina).

GARITINAVi spiego perché ho scelto Gianluca Morino. E’ uno dei soci fondatori dell’Associazione Produttori del Nizza, il più attivo, ed è stato il presidente dell’Associazione per 9 anni. Inoltre lo conosco da anni per una passione musicale in comune con mio marito, questo per ribadire che nel mio blog regnano sovrane la cucina e la musica!

Dopo una brevissima visita alla cantina e alla bottaia in cui sta “riposando” il NIZZA DOCG, ci sediamo per chiacchierare, Gianluca prende due bicchieri, una bottiglia di rosato dal frigo (Niades: mosto d’uva parzialmente fermentato, delizioso!!!), versa il vino, si siede, incrocia le mani e per un attimo mi rendo conto di non avere davanti il mio amico Gianluca, ma un professionista / artista del vino, quindi con un po’ di imbarazzo e coraggio intavolo il discorso.

Gianluca mi spiega come è nato il Nizza. Nel 2000 è diventato sottozona, ovvero, nell’etichetta dopo la dicitura “Barbera d’Asti – denominazione di origine controllata e garantita – superiore” finalmente si può aggiungere NIZZA.

Ma la vera rivoluzione sarà a partire dal primo luglio prossimo. Sull’etichetta, finalmente potrà apparire come prima dicitura (e a caratteri cubitali suggerirei io), NIZZA DOCG. Una grande vittoria, arrivata dopo anni di lavoro: il riconoscimento ad una tradizione e ad un territorio, un percorso iniziato negli anni novanta…

Il NIZZA DOCG ha un disciplinare molto rigido: la produzione con il 100% di uve Barbera, la resa massima per ettaro può arrivare a 7 t/ha, il vitigno deve essere esposto da sud a sud ovest – sud est (la forma di allevamento è la controspalliera con potatura a Guyot a vegetazione assurgente e con un numero di gemme mediamente non superiore a 10 per ceppo).

Non vi sembra già abbastanza? Beh, per i produttori del NIZZA DOCG no. Il vino deve avere un invecchiamento minimo di 18 mesi durante il quale è obbligatorio una permanenza di almeno sei mesi in botti di legno e non è consentito in nessun modo l’arricchimento del grado alcolico. Questa scelta può addirittura precludere la produzione. Evento già avvenuto nel 2002. Disciplinare assolutamente rigido (questi sono solo i punti che mi hanno colpita maggiormente).

barbera-d-asti-superiore-doc-nizza-900-2011Gianluca inoltre mi spiega nel dettaglio il suo Nizza 900 Neuvsent, come dice il nome 900, fa riferimento alla Cascina che ha origine proprio in quegli anni ma non solo. In particolare all’utilizzo delle vecchie vigne per la sua produzione nello specifico la vigna Margherita, in onore e ricordo della nonna, fondatrice della Cascina omonima.

Nello stesso vino vivono modernità e tradizione. D’impulso mi domando se è più presente il vino nella personalità di Gianluca o viceversa.

Morino_gianlucaMi aspetto una sonora risata. Ma Gianluca coglie in pieno la mia richiesta. Mi fa un sorriso e i suoi occhi guizzano felici. “Metà e metà. Sono nato e cresciuto qui, il vino e la cantina mi hanno formato, in parte. Ma oggi sono io l’enologo qui, ho messo nel mio vino la mia personalità, il mio carattere”.

Ho finito il mio rosato chiedo la “benedizione” sui piatti che voglio preparare e via, di corsa in cucina.

Grazie Gianluca!

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